La domanda torna spesso: con LinkedIn, i QR code e i contatti che si scambiano dal telefono, il biglietto da visita serve ancora? Sì, in un caso preciso: quando incontri qualcuno di persona e vuoi che si ricordi di te dopo, senza dover cercare il tuo nome tra dieci profili omonimi.
Perché funziona ancora
Un biglietto lascia un oggetto in mano all'altra persona. Resta nel portafoglio o sulla scrivania, e nel frattempo la carta, la stampa e il progetto grafico dicono qualcosa sul tuo lavoro. È l'unico contatto che continua a esistere quando la conversazione è finita e nessuno dei due ha aperto il telefono.
Come progettarlo
- Coerenza con il resto: gli stessi colori e caratteri del sito e dei materiali
- Carta e finiture: grammatura alta e, se il budget lo consente, un rilievo o una stampa a caldo: si notano al tatto
- Poche informazioni: nome, ruolo, un numero, una mail, il sito. Il resto si trova online
- QR code: porta al sito o alla tua pagina Bink, così il contatto si salva in un passaggio
- Formato: se esci dallo standard, verifica prima che entri in un portafoglio
Il biglietto digitale
Accanto a quello stampato puoi tenere una pagina che fa lo stesso lavoro online. Bink di Binatomy (binatomy.link) permette di creare una pagina link-in-bio con contatti, servizi e prenotazioni, aggiornabile senza ristampare nulla.
Come conviene usarli insieme
Il biglietto stampato apre il contatto di persona; il QR code porta a una pagina che aggiorni quando cambi numero, servizio o listino. Così non ti trovi con cinquecento biglietti da buttare per una riga cambiata.
Koral progetta biglietti da visita insieme al logo e ai materiali coordinati, con i file pronti per la stampa. Se ti serve solo la grafica, o anche la scelta di carta e finiture, ne parliamo in fase di preventivo.